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mercoledì, 08 luglio 2009
Il PD addormenta lo spirito - la Serracchiani e il martirio

Ho capito il dilemma Serracchiani. Sembrava una di quelle meteore, uscte dall'immaginazione dei militanti più agguerriti. Assomigliava al futuro (e presente, vista la sua carriera precedente) dirigente di un partito che raccoglie entusiasmo e consensi meditati e non solo di pancia. Aveva il coraggio delle sue idee. Le diceva forti e chiare. Scandite. Con quella sua espressione modesta, semplice, poco trucco, essenzialità, intelligenza. I denti leggermente serrati, quel tanto di fotogenia che non guasta e senza tristezza o spocchia in volto. Un miracolo.
Poi l'abbiamo vista superare in preferenza l'immondo nano pelato. Il nemico dell'Italia, colui che sta mettendo in pratica il programma della P2 e per il potere ha liberato la ferocia e l'egoismo dei peggiori fascistoidi. Abbiamo rivissuto la favola di davide e Golia. Solo, che abbiamo anche omesso un particolare: non c'era nessuna sfida tra i due. E' stato un accostamento post hoc, di quelli che si fanno, forzatamente, solo quando (in teoria) hai vinto qualcosa. E qui, di vittorie se n'è viste pochine...

Infine, è apparsa rinnovata in tv. La vincitrice! Colei che dal suo piccolo nord-est schierato a centro-siinistra ha superato in gradimento il premier. Che evento! Che novità! Quanta forza, questo vento!

E' qui che il PD ha colpito ancora. Serracchiani, nome ostico e troppo lungo per sfondare in tv, ha cominciato con i distinguo. I "ma anche". I "Dobbiamo vedere" o i "Vedremo". Il sonnifero PD, grande vincitore dell'insonnia, e di quella soltanto, ha colpito ancora. Arriva il Congresso, con la C maiuscola, visot che, finalmente, dopo due anni (che oggi sono un'eternità) e due segretari mai investiti da alcun mandato, perché i mandati democratici non sono coincidenti con il plebiscito, ma con una procedura congressuale capillare... ecco che tutti si dicono, certo, si candiderà. Ci stanno tormentando con la retorica melensa della grande democraticità, del grande partito trasparente e illuminato, che farà un congresso vero, al contrario di Forza Italia/PDL... E che fa la Serracchiani-Davide? Si schiera con Franceschini? Con l'ex DC? Con il secondo che è diventato primo per la squalifica del primo vero? Un secondo, che in quanto secondo di un primo che ha perso su tutta la linea, dovrebbe reputarsisconfitto anche  lui, secondo una logica che in Italia non esiste.

Serracchiani è contro gli apparati e appoggia Franceschini. Complimenti. Questo è il nuovo? A me sembra la solita scuola PCI. Quella che ha cacciato il gruppo Il Manifesto, Pier Paolo Pasolini e chiunque non fosse irregimentata. A me sembra che questo PD sia una banderuola. Senza linea politica, senza idee, senza coraggio, senza anima. E le presunte anime, le presunte energie nuove, sono soltanto dei giovani borghesucci bamboccioni, molto DC vecchio stile, bonari e molto inseriti nelle stanze del potere, vedi neo sindaco di Firenze.

C'è questa aspirazione al martirio che non capisco. Da ateo. Da libertario. Da pacifista. Dico: viaggiate. Uscite dal piccolo orticello delle comunicazioni di servizio e osservate il mondo. Apritevi. Siete grigi e chiusi, intossicati dalla vostra limitatezza. Non avete idee, non riuscite a pensare e a immaginare oltre al vostra scrivania. Autoreferenziali e Chiusi.

Questo congresso è nato morto. Hanno ucciso la Serracchiani. Anzi, no. Si è immolata, con questo orgoglio suicida degno di un cristiano mandato al rogo. Non so se la sua spiegazione è convinta oppure manca davvero di intelligenza al punto da farsi zerbino e mulo. Ma che tristezza.

A posteriori, le parole della Serracchiani sono mere comunicazioni di servizio. Pochi accenni alla società del futuro, alle idee. Il mercato, l'ambiente, i beni comuni, i migranti, i diritti, la laicità. Pochi accenni vaghi. Nessuna costruzione organica. Non c'è insieme. Solo un forte, spocchioso e fastidiosissimo moralismo di vecchio stampo.

Questi giovani PD, sono così vecchi!!!

Postato da: keatonpsycho a 08:40 | link | commenti

martedì, 17 febbraio 2009
La brutta aria di un paese senza progettualità

L'Italia non è allo sbando. L'Italia non sta diventando un regime. In Italia non c'è un attentato alle libertà e ai diritti umani. In Italia non c'è una innaturale ingerenza della Chiesa Cattolica. L'Italia è l'Italia. Benvenuti nella realtà.

Anni di retorica comunista, di partiti monolitici, di capi presunti e mai messi in discussioni che urlano costantemente allo scandalo e alla rivoluzione, anni di inciuci, di spoil-system, utilizzato tanto quanto tutti gli altri, vedi Provincia di Roma, con i trotzkisti che improvvisamente avevano scoperto che lavorare alla vice-presidenza e negli uffici del potere ha qualche aspetto positivo... anni di real politik... e vi scandlizzate?

Ma chi è che in questi anni ha PROPOSTO alternative concerete, di governo, di costruzione, di passi in avanti, per quelle classi che non hanno tanta voglia di aspettare il mondo ideale per vedere migliorare le proprie condizioni, anche di poco? Capetti orgogliosi di dire sempre no. Bertinotti docet. Ma anche alleanze autolesioniste, vedi Binetti.

Il PD non esiste. La sinistra non esiste. quello che va in scena oggi è solo la realtà. E' sempre stato così. La sinistra si è sciolta, quando è diventato necessario proporsi per governare. Cos'era la sinistra italiana? Niente. E cos'è il PD? Binetti che vuole andarsene se passa la linea Marino? Bene, è un'occasione, non lasciatevela sfuggire!!

I cattolici italiani in politica, non sono alleati di partito credibili per la sinistra. Qualsiasi sinistra. Vanno bene come alleati di cartello, per alcune scadenze e alcune tematiche. Ma diciamocela, sono indietro su quasi ogni tema etico. Dividiamoci. E confrontiamoci da diverse posizioni. Non fingiamo vicinanza.

Dio non esiste. La sinistra è piena di rancore.Sopravvive solo un'accozzaglia di groppuscoli più o meno legati a qualche realtà territoriale locale, che a livello nazonale non hanno molto da dire, seppure nel loro contesto possono dire la loro.
Manca in Italia una cultura della responsabilità e della collettività. Manca una sinistra che sappia proporre qualcosa di attuabile OGGI. Anche la CGIL fa politica e poco sindacato. Che interessi hanno i suoi lavoratori a rifiutare delle proposte che, seppur reazionare, sono l'unico argomento in agenda? Siamo ancora ai tempi delle serrate? Io non credo. Credo, anzi, che le lotte sindacali siano da trasformare. Perché lo sciopero ad oltranza è oggi impraticabile, e perché le aziende e i "padroni" possono trovare molte misure per oltrepassare i guai che danno le serrate.

Prendete Alitalia. I piloti, che sono sempre stati dei privilegiati alla faccia nostra, hanno bloccato tutto. Bene, se non si fosse trattato di azienda di stato, sarebbe fallita durante gli scioperi. Risultato? Tutti a casa e muti. C'è poco da fare, oggi bisogna rifondare la politica e la cultura. Qual è la differenza tra il clientelismo di Mastella e quello dei vari partiti comunisti o eredi dei comunisti nelle giunte sparse per l'Italia, dove mettono sempre i propri amici, compagni, ai posti chiave, fregandosene della competenza?
Esempio: Mestre, sanità, politiche di riduzione del danno. Ci vorrà qualcuno competente? Ditelo ai rifondaroli...

Quello che vediamo è lo svelamento della vera natura dell'Italia. Fa male? E' inaccettabile? Bene. Per me fa bene. Quanti accettano pagamenti in nero, spintarelle, aiuto per saltare liste di attesa? Quanti passano col rosso, superano i limiti di velocità, gettano cartacce ovunque, non raccolgono la merda dei loro cani? Quanti rinunciano a un posto di lavoro e magari denunciano, se vedono cose poco chiare, assunzioni non limpide, ingiustizie? Quanti predicano per il bene della comunità, rispettando le regole? Quanti sono in Italia??

Questa è l'unica domanda che deve avere una risposta. Tutto il resto è fuffa ideologica, robetta con cui pulirsi il sedere.

COMMISSARIAMENTO DELL'ITALIA. SIAMO INCAPACI DI INTENDERE E DI VOLERE. CHE GLI SVEDESI CI GOVERNINO PER VENT'ANNI.

Postato da: keatonpsycho a 12:59 | link | commenti

martedì, 06 gennaio 2009
TRACCE DI VIETNAM...

Temo che Israele abbia tentazioni suicide. Questo è ciò che capita a vivere perennemente in conflitto. Perdere la misura, sorpassare ogni ragione, imbarcarsi in operazioni impossibili, come eliminare un movimento. Si può soltanto sbattere contro il muro della realtà, fatto di vittime, quasi totalmente civili, di un consenso che si innalza e raggiunge il suo apice e di problemi di ogni tipo da dover risolvere. Senza parlare di quanto, fare guerre al di là della comunità internazionale, sia autolesionistico e dannoso. Perché alla comunità internazionale tocca tornare prima o poi.
La comunità internazionale non ha alcun potere verso Israele. E' inevitabile. La fiducia non è certo l'elemento caratteristico che contraddistingue il rapporto tra quel paese e l'ONU. Ma non è soltanto questo. Forse, siamo scarsi, come Europa, o come mondo occidentale, a comunicare la necessità di vedere il mondo come una unica nazione, con risorse comuni e interessi comuni. Una guerra in Medio Oriente non è solo una guerra in Medio Oriente. Riguarda tutto il mondo. Le conseguenze le pagheremo tutti. Questo lo devono capire, prima o poi, tutte le parti in causa. Non si può prendere una qualunque decisione con il pretesti "E' casa mia." O meglio, questo succede ovunque, ma è perdente. Tanto in Italia, quando nel resto del mondo.

Israele si sta dando la zappa sui piedi. La sta dando al suo popolo. Oltre a infiereri quasi inutilmente su una popolazione che non ha la forza neanche di piangere. Hamas non si può combattere con i carri armati. Ma cosa ci ha insegnato la storia? Niente? Bah... il triste spettacolo di uno stillicidio di "vittime collaterali" "previste" rende questi giorni oscuri e tetri. E' proprio vero, che quando ci si costruisce un'identità sulla difesa o sull'attacco, prima o poi si rischia di gettarsi nel baratro da soli.

Spero nel nuovo trend USA. Spero che si arrivi a pretendere risveglio di intelligenze e di idee. Proposte concrete. Fatti e non ideologie contrapposte. Piccole conquiste, anche minime. Ma smettiamola, nel 2008, di risolvere i problemi tentando di raderli al suolo!!

PEACE NOW!!! STOP FIGHTING!

Postato da: keatonpsycho a 16:27 | link | commenti

domenica, 04 gennaio 2009
PACE IN MEDIO ORIENTE

Mi tocca dissociarmi. Non che a qualcuno mai fregherà qualcosa, questo gesto, ma io mi dissocio. Mi dissocio dall'appello "Fermiamo il massacro a Gaza".
E' fin troppo evidente, che nessun pacifista può augurarsi uno stillicidio di morti di civili. Ed è fin troppo evidente che non esiste guerra, senza morti civili. Si dovrebbe lavorare contro la guerra, contro le guerriglie, contro i conflitti e a favore della risoluzione pacifica degli stessi. Perché, una volta entrati in guerra aperta, i morti vicili, le cosiddette casualties, sono normali. Qualcuno mi sa dire in quale guerra o conflitto non ci siano stati morti "innocenti"?
Allora. Torniamo a ragionare, almeno noi, che non siamo in conflitto da decenni e che possiamo guardarci attorno e farci un'idea un po' più ampia della questione.

Hamas sa quello che fa. Hamas, prima di tutto, NON è una voce possibile di un qualsiasi trattato di pace. Perchè? Non dovrei doverlo dire, ma si scorda facilmente: perché non riconosce la controparte con cui dovrebbe sedersi a un tavolo per trattare. Chi può trattare con chi non ti riconosce?
Io non tratterei con Berlusconi, perchè non lo riconosco degno di governare un paese. Ma non posso augurarmi la morte sua e dei suoi figli, anche se in caso di infarto, certo non piangerei. Hamas, invece vuole la distruzione, l'annientamento, di Israele.
Ok, ok, è stata eletta legittimamente. Anzi, ritiro tutto. LEGITTIMAMENTE? Applichiamo le minime categorie di democrazia che pretendiamo di vedere applicate in Italia su libertà di stampa, accesso ai mezzi di informazione, libertà di dissenso ecc ecc e ho l'impressione che tutta questa legittimità... ma poniamo il caso che Hamas sia il degno rappresentate del popolo che l'ha eletta. bene. Io credo di aver studiato che anche Hitler vinse ben due elezioni. da sinistrese, anarcoide, libertario, non pongo un valore assoluto alle elezioni, perchè ci sono condizioni sociali in cui la forma massima dell'espressione della democrazia, mostra le sue crepe e diventa preda di qualcosa di più demoniaco.

Hamas deve riconoscere Israele. Anzi, no, oggi mi piace cambiare idea. Hamas deve dimostrare di essere credibile, in quanto controparte di un dialogo. Oggi lo è zero. Primo perché non riconosce la sua controparte, secondo perché lancia missili sui civili, nelle città, e on su obiettivi militare, terzo perchè manda in frantumi fragili tregue... servono altre ragioni?

Il mio appello è PACE IN MEDIO ORIENTE. Vale a dire, date sicurezza a Israele e non ci saranno più cause di un nuovo bombardamento o aggressione. Questo è pacifico. C'è poco da discutere.

E mi sono stufato della retorica scandalizzatista della sinistra. Questa vicinanza con tutti quelli che sfiorano un mitra. Basta. Avete francamente rotto il cazzo. Io voglio una sinistra che non flirta con i sedicenti rivoluzionari, che sono sempre quelli che lo mettono grandemente in quel posto alla popolazione. Chi esulta per un moto rivoluzionario, per i sassi e le molotov a Salonicco, come per i missili Qassam sul Negev, si faccia un bell'esamino di coscienza. La politica ha bisogno di dare valore ai PICCOLI PASSI. Che solo i grandi uomini, coraggiosi, che fanno qualcosa contro il consenso e il gruppettarismi, sanno fare. Uomini tra i quali certamente nn c'è Yasser Aarafat, codardo e corrotto che se la fece sotto, a un passo di un trattato di pace che, ad oggi, sarebbe stato il più grande punto di partenza mai concepito.

Altro che Hamas... Date dei rappresentanti credibili e veramente interessati alla causa del loro popolo ai palestinesi!!!!!

Postato da: keatonpsycho a 17:46 | link | commenti (8)

martedì, 16 dicembre 2008
In galera, in galera!

Questione morale? Per favore non fateci ridere. L'Italia... la questione morale.... Berlinguer... tacete! recuperate un po' di dignità... Non fate neanche più ridere. Anzi, avete un po' stufato.
Alzi la mano chi, davvero, ha mai pensato che gli ex PCI/PDS/DS ora PD, non abbiano immerso le loro mani nella melma partitocratica del magna manga italiota, degli affarucci fatti fare agli amici, di un sistema in cui tutti chiudono uno o due occhi perché sono collusi e non possono denunciare nessuno?
Sia chiaro, questo è uno dei paesi moralmente più corrotti al mondo. A partire dalle massaie di Voghera. Pochi, pochissimi si fermano sempre al semaforo rosso, non guidano dopo aver bevuto, rifiutano di prendere lavoratori in nero, rifiutano una bustarella all'ASL o al vigile urbano per un'autorizzazione o una licenza, denunciano chi chiede soldi per un esame, per una patente, per una visita medica, per un posto di lavoro, per pubblicare un libro....

Tutti in galera!

Andate a guardare Changeling... e riflettete. La giustizia americana, con tutto che quella società è in mano alle corporations e i poteri forti stritolano i cittadini in tutti i sensi, ha comunque molte potenzialità. Può fare giurisprudenza, può aprire a un ciclo virtuoso, può siginifcare fare pulizia, può anche spingere un sindaco a dimettersi, obbligare a cambiare una legge iniqua... i magistrati hanno un potere e sono indipendenti, sono il controllo della politica. Ne monitorano la pulizia morale e materiale. Senza limiti oggettivi. Con diritto di difesa... e un ovvio sbilanciamento verso chi può permettersi avvocati top... ma potendo infliggere dure lezioni ai potenti.

Io dico, potere ai giudici. Potere di smantellare le amministrazioni corrotte, immorali, colluse con le mafie. Ma anche potere di mandare a casa un deputato. Io dico, che a sinistra abbiamo capito tutti l'antifona. I nostri ex rappresentanti sono corrotti. Collusi e la fusione a freddo del PD ha significato tirare dentro una masnada di malfattori di professione, Cirino Pomicino in testa.

Allora, fanculo al PD, fanculo all'idea di un magna magna omertoso. Viva i "giustizialisti". Perché la legalità non è una parola. Significa rispettare le leggi e farle rispettare con rigore. E magari fare leggi comprensibili e chiare. Rspettose dei diritti dei cittadini. Della dignità di persone e animali e ambiente. Insomma, fare leggi che possano essere interpretate poco. Perché l'Italia è il paese del malcostume e della furbettizia. Rubare la marmellata... questa è la cultura italiana.

Non parlo del PDL. Dico solo che se dobbiamo avere dei corrotti al potere, meglio avere quellli doc che le imitazioni moraliste e retoriche alla Veltroni. La maggioranza sa riconoscere la differenza. E se deve avere a che fare (impotente) con un sistema molle e pavido e corrotto, che siano i veri corrotti doc, quelli orgogliosi e arroganti, a guidarla!!

A casa Veltroni e tutto il PD. A casa gli ex comunisti frastagliati. Ricominciare da zero. Si può solo guadagnare.

Postato da: keatonpsycho a 12:41 | link | commenti

domenica, 07 dicembre 2008
Anarchia non vuol dir bomba...

...Come civiltà vuole che non si spari sui manifestanti. Ma questa Grecia resterà sempre un paese controverso.

Pare che la teoria, "ci vuole il morto per tenere le redini dell'ordine pubblico con la paura" di Cossiga non sia farina del suo sacco, ma una pratica antica, condivisa da molti politici di destra. Lo so, affondo le mani nel pantano dell'ovvietà. Il fango mi sommergerà. E farò una brutta fine.

E' arrivato il momento di  affrancare l'anarchia dagli anarchici. Come Marx dai marxisti, Gramsci dai gramsciani e Guevara dai guevariani, ora sempre più trasversali. Bion diceva che per crescere si deve assorbire l'insegnamento del padre e poi procedere speditamente (l'avverbio è mio) all'uccisione del padre. Chi conserva questa figura ingombrante dentro di sé avrà molte difficoltà a trovare la sua strada individuale. Resterà ancorato a una conservazione, alla reificazione della buonanima. Insomma, si accaserà nel cimitero a fianco del padre.

Anarchia non vuole dire bomba. Così come anarchia non vuol dire movimenti e partiti e ANTI e compagnia bella. Anarchia vuol dire libertà di scelta. Vuol dire scelta individuale. Responsabilità, individuale. Vuol dire maturità, crescita, acculturamento, evoluzione. Essere anarchici è il peso della responsabilità individuale e della necessità di sviluppare le proprie potenzialiltà.

Anarchia non vuol dire sprezzo per le regole. Ma riportare le regole alla loro mera funzione di strumenti. Di mezzi. Come un autobus. O un computer. Un autobus ha sue regole: il suo percorso e (dove va bene) degli orari) Nessun anarchico potrebbe mai contestare la necessità del percorso e degli orari di un autobus. Facilitano l'esistenza e rendono liberi. Di fumarsi una sigaretta senza doverla spegnere all'ultimo, per esempio. Ma, come ogni regola, gli orari e i percorsi possono e devono essere variati se sono sbagliati, se un autobus autosnodato entra a fatica in un vicolo del centro... ogni regola è frutto di mediazioni tra esseri umani. E ,anche se dovrebbe essere nata per migliorare l'esistenza, è una mera e stupida regola. Niente più. Un frammento di un insieme di strumenti. Non si può morire per una regola o per una legge. Altrimenti si deve immediatamente procedere a mettere maggiore tasso di intelligenza in una nuova regola o legge.

Discorso astruso? No. Anarchia è una meta. Semplificazione delle regole. Scarnificazione. Solo l'essenziale. L'inevitabile. Per pragmatismo. Ma anche no. L'eccesso di regole è marxistico e fascista allo stesso tempo. Perché spesso i marxisti non sanno neanche perché si definiscono così. Amano un padre che è vissuto in un altro mondo e non sanno né potranno sapere mai cosa avrebbe detto di questa epoca. Glielo fanno dire lo stesso, però. E questo è il bello della mistica della politica. I morti non sono mai del tutto morti. Parlano. E uno scritto sulle patate, potrà essere applicato anche ai microchip.

Anarchia non è bombe molotov. Lo dico e lo ripeto. La violenza e gli attentati non hanno niente a che vedere con l'anarchia. C'è un'anarchia ottocentesca. Aristocratica e solidale con i diseredati. E un'anarchia moderna, individualista, pacifica e non violenta, che solidarizza con i diseredati, con gli emarginati e che pensa che il primo passo di una società migliore sia, prima di tutto migliorare se stessi. Farsi migliori, nel proprio lavoro, nelle proprie relazioni umane, negli acquisti critici, nel modo in cui si sta sulla terra. Sembra semplice. E non lo è. Ma molti di noi, troppi, che predicano sui principi e i diritti e l'ambiente e su tante belle cose, nella propria esistenza mettono in pratica ben poche delle regole e dei principi ai cui dicono di ispirarsi. E allora, è inutile. Si contribuisce a conservare lo status quo. Le cose cambiano se si fanno veri passi. Piccoli o grandi, non cambia nulla. Forse, anzi, i passi piccoli sono più sicuri, e danno una certezza maggiore che si proceda veramente.

Anarchia non vuol dire bomba. E essere anti-sistema o PER un sistema diverso non si manifesta con le molotov né con un estremismo dei modi di comunicare e opporsi. Forse vale il contrario. Chissà. Ma sarebbe l'ora di provare a fare una controprova. N'est pas?

Postato da: keatonpsycho a 10:18 | link | commenti (1)

giovedì, 20 novembre 2008
GERONTITALIA

Siamo vecchi dentro. Come può un paese continuare a camminare e a rinnovarsi, a trovare energia creativa, evoluzione, innovazione, ricerca, studio, tecnologia, soluzione dei problemi.... se è retta da vecchi incatramati e incimurriti, con l'artrosi e la gobba?

Siamo vecchi. E i giovani rispondono da vecchi. Senza vere speranze, restando a casa parcheggiati, perché stanno credendo alla favoletta che gli raccontano i nonni seduti sulle poltrone da 50 anni.

E' un paese di conservatori della peggiore specie. Conservatori alla Ferrero. Conservatori alla D'Alema. La peggiore specie, mascherata da statista, da uomo del cambiamento. Li abbiamo visti all'opera e di cambiamenti, francamente... pochini.

Questo è il paese che per fare un passo aspetta la morte di chi quel passo lo ostacola. Ma è anche il paese di chi, una volta arrivato alla soglia della pensione, dove avrebbe dovuto arrivare 30 anni prima per diritto, reitera e reifica lo stesso sistema artrosico, lento e anzi, fermo.

Benvenuti in Italia. Il paese con un piede nella fossa. Orgogliosi di andare a fondo.

Postato da: keatonpsycho a 09:10 | link | commenti

venerdì, 07 novembre 2008
Antisemitismo e crisi, quando le comunità ebraiche scommettono sulle destre...

Imparare dalla storia non si può. Esistesse una sola storia, sarebbe possibile trarre conclusioni univoche, ma no. Non si può.

L'esempio è la comunità ebraica romana, guidata a Pacifici, uomo esplicitamente schierato a destra, che ha lanciato anatemi sopra le righe contro ogni sinistra, anche quella dei Moni Ovadia o degli amici della comunità ebraica, che da sempre fanno testimonianza, non come facciata, ma come credo, come necessità di alimentare la memoria. Perché, lo dico e lo ripeto, gli ebrei gasati ad Auschwitz siamo noi. Noi siamo quella sofferenza. Noi siamo loro. E quella pagina di storia è la nostra storia. Siamo inscindibili e se c'è un sengo distintivo della sinistra vera, quella anti-totalitarismi, quella libertaria e libera, adogmatica e progressista, quello è rappresentato da ogni genocidio, programmato, mascherato o presunto che sia.

Gli ebrei discriminati, cacciati, senza una patria sono la nostra sofferenza. Noi non possiamo che portare nel cuore la stella di davide, in segno di rispetto verso la storia, verso le fosse ardeatine che ancora risuonano dell'urlo strozzato dei dibbuk... noi siamo la memoria dei rom perseguitati ovunque perché non uniformabili. Noi solidarizziamo con la forza delle comunità che chiedono di esistere in quanto tali e che lo fanno senza dichiarare guerra, nel rispetto e nella dignità. Noi siamo sempre laddove qualcuno è incarcerato o minacciato per un fatto di nascita, di natura, di scelte esistenziali, laddove il colore della pelle, il credo, la propria cultura, l'essenza della propria natura umana, siano messe a rischio da un sistema che impone poche e rigide categorie calate dall'alto.

Ma Pacifici e la comunità ebraica hanno scommesso su un cavallo zoppo, o su un brocco travestito da campione. Alemanno e AN, Fini in testa, hanno ancora troppi legami con l'antisemitismo radicale e becero, mascherati dietro l'identità nazionale, la patria, la (presunte, cazzo!) radici cristiane e minestroni riscaldati vari. Vedere il suo nome, minacciato dai groppuscoli neonazisti romani, associato a quello di Alemanno mi fa pensare molte cose.

Una è che Alemanno ora comincia a capire cosa vuole nel male FASCISMO. E' giusto che lo capisca sulla sua pelle. E' giusto che il boomerang delle sue esperienze di picchiatore fascista torni direttamente a colpire la sua fronte. Che lo capisca attraverso i suoi figli, attraverso le nottate insonni, il telefono che squilla, e compagnia bella, come molti hanno in passato dovuto capire a loro spese, grazie agli amici, tuttora amici, di Alemanno stesso.

L'altra è che, se da una parte si dimostra che l'antisemitismo e l'odio mirato non muoiono mai, dall'altra Pacifici ha maledettamente sposato una causa persa. Quella di diventare amico dell'amico degli antisemiti. Ed è così che troviamo un amico degli antisemiti, minacciato dagli stessi antisemiti, accomunato alle vittime predestinate della sottocultura trasversale. Gli ebrei. Io sono e sarò sempre ebreo, negro, rom, omosessuale, barbone... sarò sempre laddove serva una solidarietà e una testimonianza di umanità. Dove l'uomo medio colpisce, quando la sua frustrazione cieca vuole trovare una vittima per la sua rabbia.

Quella minaccia in cui l'amico degli antisemiti viene rimandato ad Auschwitz assieme al rappresentante della comunità di chi è già stato lassù... mi fa rabbrividire. E mi fa sperare. Rabbrividisco all'impeto e all'orgoglio che mostrano oggi gli estremisti di destra. Ed è ora di FARLA FINITA. Processate per direttissima tutti i fascisti! Buttate la chiave. Mi fa sperare, perché dentro di me, ho come la vaga idea che un Alemanno possa malgrado se stesso capire cosa vuol dire tutta la merda in cui ha creduto dall'infanzia. Spero che capisca che tutto quello in cui ha sempre creduto vuol dire terrore, minacce, soprusi, violenze, odio... e che significa pestaggi solo nelle situazioni più controllate.

Pacifici, ti prego, lascia stare gli amici degli antisemiti. Indirettamente ti trovi a legittimare loro e anche i loro amici antisemiti.

Domanda: qualcuno sta indagando sulla provenienza di tutti questi soldi per manifesti, gadget, ecc ecc dell'estrema destra? (Di Forza Nuova purtroppo si sa tutto... ma degli altri?)

Postato da: keatonpsycho a 14:06 | link | commenti (2)

mercoledì, 05 novembre 2008
YES , THEY CAN!

E come si dice a Roma... riconsolamose con l'ajetto.

Postato da: keatonpsycho a 09:54 | link | commenti

martedì, 04 novembre 2008
W la mignottocrazia - Guzzanti docet

Sono stato superato a sinistra dalla creatività di Guzzanti. Padre.
Quali sono i meriti della Carfagna? Ma ça vas sans dire. Siamo in Italia. Non in un paese serio. Quindi i suoi meriti sono presto detti. Basta guardare ai suoi calendari.
Il maschilismo in questo paese non può neanche dirsi tale. Quando è diffuso trasversalmente, anche e soprattutto a volte nelle viscere delle donne al potere, diventa una categoria inutilizzabile. E allora cambiamo termine. Prendiamo a prestito quello di un politico svendutosi al potere-denaro di B, the dwarf, e ora esprime la sua frustrazione per essere stato sorpassato da una ragazzetta senza doti. L'hanno però ripulita. Due frasi da chierichetta le sa dire, anche col culo più stretto della Gelmini (che di chiese ne avrà viste molte di più). Rigida. Vestita di bianco (avete notato come va di moda il bianco tra le ministre destrorse?), candida come una rosa, competente in materia come una che per arrivare dove è arrivata deve averne percorsa di strada... da scrivania a scrivania... Ma non c'è da scandalizzarsi. Secondo voi qualcuno dei capetti a sinistra si è mai sottratto al potere di potersi portare a letto qualche 'compagna', grazie al suo potere? Di esempi ne avrei a bizzeffe. Il fatto è che il 'compagno' si porta a letto la 'compagna', con l'aria di chi sta facendo politica e che esprime la sua voglia di rivoluzione con un atto di libertà. Traduco. Scopa. Da che mondo è mondo....

E le donne al potere? Lasciamo stare. Non mi soffermo sui miei casi personali, perché annoierei me stesso in primis, ma non ho visto grandi discostamenti dal tema. Chi ha il potere lo usa. E dentro il calderone c'è anche il sesso. Capirai che scandalo...

La cosa che irrita, e che pare ormai nauseare anche chi di B ha vissuto e prosperato, è questo esibizionismo, questa esagerazione, che solo qualche servo di giornale ancora chiama ingenuità. E' la spocchia, il senso di impunità, la sottocultura, la fallocentricità, il narcisismo, l'immaturità dell'italiano medio, che la fanno da padroni. Immaturità. Questa è la mia diagnosi. Affettiva e sociale.

Mara Carfagna Ministro è di per sé un ossimoro. Il problema è che lei non può ignorarlo. Ed è lei la prima a dover pagare pegno, alla fine dei conti. Perché si dovrebbe sempre sapere quali siano le proprie qualità e quali i i propri limiti. E si dovrebbe evitare di fare passi troppo lunghi rispetto alle proprie gambe. Ma soprattutto, si dovrebbe evitare di essere così poco discreti, ed accettare un ruolo, per evidente raccomandazione, così esposto alla gogna. Mara non è stata molto scaltra. Probabilmente la sua femminilità, merito primo e forse unico della sua 'promozione', le ha fatto accettare una 'promozione' che oggi sa tanto di 'inculata'. Eh sì. Berlusconi ha bisogno di burattini da manovrare. Qualcuno è di suo uno squalo o un berluskones, più realista del re (Alfano, Maroni, Calderoli, Tremonti, Brunetta...) , ma di persone così, decise e cieche, di un servilismo estremista, ce ne sono poche... e allora, come fare? Per limitare il tasso di cricità e di diversità di pensieri, mettiamo chi è talmente poco competente e al di sotto delle capacità minime richieste, da essere totalmente manovrabile, e poter portare avanti riforme e leggi aberranti, che chiunque altro magari si rifiuterebbe di fare. (Infatti, chi ha fermato la riforma degli Atenei? la Gelkini? No, lei non sa neanche che ora sia. Il capo. Ha capito che perdendo i giovani di Alleanza Nazionale, rischia di perdere tutti i giovani. NOnostante le burattinate degli studenti che vogliono studiare... penosi!)

Insomma. W la mignottocrazia. Che Guzzanti si rifersca anche a se stesso?

Postato da: keatonpsycho a 11:06 | link | commenti (5)